From the hospital window

C’è la vita fuori da questa finestra,
ci sono i sussurri del vento
negli abbracci degli alberi.
Ci sono stati per tanti giorni
i miei pensieri posati sui tetti
di queste case nella notte,
come il mio capo su un guanciale
mai abbastanza ristoratore,
e ripresi all’alba.
C’è la distesa del cielo
e la libertà degli uccelli.
E domani ci sarò anch’io
e potrò portare via i miei pensieri,
rinati a nuova vita
e potrò vivere più di prima,
ascoltare più attentamente
la voce del vento,
spiccare il volo e fondere
la mia anima con il canto
degli uccelli e l’immensità del cielo.

Tramps by choice?

Mi muovo in questo mondo
senza un sogno da realizzare
se non quello di non
essere guardata con disprezzo.
Il freddo perseguita le mie ossa,
la fame contorce le budella.
Potrei vendermi per due soldi
o vendere per due soldi polvere
bianca tagliata con veleno ad altri
disperati come me….
potrei salire all’ultimo piano di
un palazzo fatiscente e volare
nel nulla, senza pensieri se
non quello di quello di sfracellarmi
nell’oblio…..
Potrei ancorarmi al limbo del nulla
diventando catatonica fino a non
sentire più lo stimolo a vivere,
spegnendomi poco a poco
nell’indifferenza generale…
Potrei, ma se devo faticare a vivere,
allora preferisco farlo a modo mio…

The little match girl

fiammiferaia

Volevi che la vita ti baciasse,
volevi volteggiare nell’aria,
salire sulle nuvole e
tenere in mano le stelle,
ma ora te ne stai lì seduta
ai margini del mondo.
Il tempo scocca i suoi minuti,
lascia tracce sul tuo volto
e solchi incolmabili dentro.
Visioni opache e trasognate
danzano nei tuoi occhi
e le tue dita tremolanti accendono
uno dopo l’altro i fiammiferi.
Il vento se la prende con loro,
come la vita con te:
cinque ne ricadono senza vita ai tuoi piedi,
ma il sesto ha pietà di te
ed accende la tua pipa da crack.