Mr. Christhmas

Mr Christhmas,
the old man with the silver bart,
never passes through the fields of boredom.
Fir trees loosing their needles, under the weight of the lights.
It still burns, deep down,
this glim, trembling in awe of you.
Wadding drowns out the heartbeats in the ears of the deaf
or was it maybe snow?
Come: I am waiting for you Mr. Christhmas!
My letter to you is still sealed, there on the table.
I am cocooning myself now, in front of the window,
immaculate snowflakes, stolen from the countryside
adorning my loose air,
times of child flowing before my eyes.
Come, before the rut catches me!
Stumps being consumed in the fireplace,
…..me waiting your return, his one.

Il Sig. Natale,
il vecchio dalla barba argentea,

non passa mai nei campi della noia.

Gli abeti perdono gli aghi sotto il peso delle luci.

Arde in fondo ancora

questo lume tremulo di te.

Ovatta copre i battiti del cuore alle orecchie dei sordi,

o forse era neve?

Vieni, ti aspetto Sig. Natale!

La mia lettera è ancora lì sigillata, sopra al tavolo.

Mi dondolo davanti alla finestra,

i capelli sciolti ornati di fiocchi candidi

rubati alla campagna,

i tempi di bambina corrono davanti ai miei occhi.

Vieni, prima che mi sorprenda la consuetudine!

I ceppi si consumano nel camino

e io aspetto il tuo, il suo ritorno…..

.

 

Let me live!

Negli inferi della mia dimora
infestata di elucubrazioni
non c’è più spazio per il calore.

Gli spettri giocano sui mobili,
mi tirano i capelli
e si specchiano davanti
ai mille specchi
appesi sbiechi e sbilenchi.

Il sabato si infilano i miei stiletti fetish,
la domenica cadono esangui
su un letto sfatto.

Dal lunedì al venerdì,
buttandosi alle spalle
bagordi osceni e vuoti,
indossano maschere gotiche,
inforcano occhiali stilosi,
si chiudono in mises ipocrite.

Si lasciano vivere in
catatonica nullità,
tra rumori di unghie spezzate
sulla tastiera del Mac,
conversazioni in chat
e posts ludicomaniacali…

…Si, loro, gli spettri,
che si sono seduti
sopra le mie ginocchia,
a nutrirsi dei miei capezzoli
e a fagocitarmi.

Ma io voglio denudarmi
e camminare nel sottobosco,
farmi verme nella terra,
sparire da questa caducità
e ritornare alle radici
di alberi nodosi e fragranti,
spogliarmi degli orpelli
di una quotidianità fatiscente
per nutrirmi di humus
fragrante e rugiadoso,
briciola nelle innumerevoli briciole della terra.

Snow

Studio i fiocchi di neve che zompettano in maniera irregolare
Giù dalla dimensione alta
Mi stendo sulla terra per farmi ricoprire di bianco
Bevo dai cristalli gelidi
Bisognosa di sferzate energiche
E di stirare le rughe che inaridiscono frantumi di vite disidratate
Disperatamente cerco la vita nel dolore pungente
Per sfuggire dall’apatica lentezza della morte del dolore cronico

The noise of the sea

Sbatti fragorosamente sui ciottoli…
infuriato li schiaffeggi.
Mi schizzi e il tuo rumore
mi racconta che vorresti portarmi con te.
Io, invece, ti osservo da qui e vedo
il turbine dei miei pensieri, dei miei errori.
Mi sento parte di te,
ma non in tua balia,
so che lambirai le mie caviglie
mentre mi allontanerò
e che questa notte quando appoggerò
l’orecchio al mio cuscino,
sentirò il tuo suono
come dentro ad una conchiglia,
come un monito a non lasciarmi
travolgere da ciò che non mi piace di me.