Fire

Fuoco che arde ma non trova spazio,
conosce solo la potenza dello scoppio
e viene sedato da un’ondata di inutilità,
di mancanza di energia che smorza più dell’acqua.
Ciò che avvampa non trova più un collocamento,
se non dentro le viscere
e strugge i pensieri che si consumano
in un grigiore di cenere e polvere sottile cancerogena,
che è avvolgente manto e coltre di asfissia.
E, dopo implosioni squassanti,
arriva la corrosione lenta, silente,
come uno stillicidio di piccole dosi
che non lasciano traccia, se non agli occhi
di chi è pronto a cogliere i segni
di un’anima minata dai desideri trasgrediti
dagli assassini e i persecutori
della libertà dell’estro.

To you

A te,
che sei perso in mille pensieri,
con la forza della mente
mando una scatola virtuale
e con la forza del cuore
visualizzo noi: io e te,
uno di fronte all’altro.

Aprila,
guardami,
guardati!
Siamo l’uno lo specchio dell’altro
in questo vortice di riflessioni impregnanti.
La forza di quello che ci unisce è la base di tutto,
devi solo fare spazio per arrivare fino in fondo,
come un soccorritore sul luogo del terremoto,
che scava, scava e ancora scava,
fregandosene del sudore che brucia
e della carne dolorante,
perché lì sotto ci siamo noi!