A wrong life

Clessidra di sabbia che scendi lentamente,
come l’attesa che passi
un dolore sordo e insistente:
mi siedo alla stazione per rendermi conto
che ho sbagliato i tempi.

Non c’è sincronia in questo sbaglio di vita, ma schiaffi per scalfire ostinatezza,
dolore per fendere le corazze
e silenzi per freddare improperi.

Modern zombies

Siamo tutti alla deriva
nella terra bruciata dalla casta degli intoccabili.

Di questa piramide siamo la base “disperazione” e da qui subiamo la punta “tirannia”.

Camminiamo esangui,
ma non possediamo nemmeno
la fame di sangue dei vampiri.

Intuiamo di essere stati altro,
ma non sappiamo bene chi.

Cerchiamo la memoria
perché è la risposta,
perché contiene il succo
del nostro cervello lobotomizzato.

Richiamiamo inconsapevolmente
gli archetipi delle origini
con ululati che riecheggiano
simili agli spirituals delle navi negriere
e si ricongiungono,
come uno scherzo di fisica quantica,
a brandelli di anime e cuori spezzati,
dispersi in altre dimensioni.

Richiami disperanti di flussi di coscienza:
non possiedono il lessico espanso di Joyce,
ma le forze primordiali creatrice e conservatrice dell’esoterico triangolo
e non la mediazione incontro
e leva al cambiamento.

Che palude!

The little match girl

fiammiferaia

Volevi che la vita ti baciasse,
volevi volteggiare nell’aria,
salire sulle nuvole e
tenere in mano le stelle,
ma ora te ne stai lì seduta
ai margini del mondo.
Il tempo scocca i suoi minuti,
lascia tracce sul tuo volto
e solchi incolmabili dentro.
Visioni opache e trasognate
danzano nei tuoi occhi
e le tue dita tremolanti accendono
uno dopo l’altro i fiammiferi.
Il vento se la prende con loro,
come la vita con te:
cinque ne ricadono senza vita ai tuoi piedi,
ma il sesto ha pietà di te
ed accende la tua pipa da crack.