A wrong life

Clessidra di sabbia che scendi lentamente,
come l’attesa che passi
un dolore sordo e insistente:
mi siedo alla stazione per rendermi conto
che ho sbagliato i tempi.

Non c’è sincronia in questo sbaglio di vita, ma schiaffi per scalfire ostinatezza,
dolore per fendere le corazze
e silenzi per freddare improperi.

Modern zombies

Siamo tutti alla deriva
nella terra bruciata dalla casta degli intoccabili.

Di questa piramide siamo la base “disperazione” e da qui subiamo la punta “tirannia”.

Camminiamo esangui,
ma non possediamo nemmeno
la fame di sangue dei vampiri.

Intuiamo di essere stati altro,
ma non sappiamo bene chi.

Cerchiamo la memoria
perché è la risposta,
perché contiene il succo
del nostro cervello lobotomizzato.

Richiamiamo inconsapevolmente
gli archetipi delle origini
con ululati che riecheggiano
simili agli spirituals delle navi negriere
e si ricongiungono,
come uno scherzo di fisica quantica,
a brandelli di anime e cuori spezzati,
dispersi in altre dimensioni.

Richiami disperanti di flussi di coscienza:
non possiedono il lessico espanso di Joyce,
ma le forze primordiali creatrice e conservatrice dell’esoterico triangolo
e non la mediazione incontro
e leva al cambiamento.

Che palude!

Tramps by choice?

Mi muovo in questo mondo
senza un sogno da realizzare
se non quello di non
essere guardata con disprezzo.
Il freddo perseguita le mie ossa,
la fame contorce le budella.
Potrei vendermi per due soldi
o vendere per due soldi polvere
bianca tagliata con veleno ad altri
disperati come me….
potrei salire all’ultimo piano di
un palazzo fatiscente e volare
nel nulla, senza pensieri se
non quello di quello di sfracellarmi
nell’oblio…..
Potrei ancorarmi al limbo del nulla
diventando catatonica fino a non
sentire più lo stimolo a vivere,
spegnendomi poco a poco
nell’indifferenza generale…
Potrei, ma se devo faticare a vivere,
allora preferisco farlo a modo mio…