Black love

​Fottitene del mondo pensavo il giorno
che ti ho incontrato,
e cosí mi sono fatta fottere da te…

Dai tuoi dubbi, dalle tue ombre.

Le catene nelle sabbie mobili
sei tu.

La luna bugiarda getta tentacoli lattiginosi
sei tu.

Affanni ripetuti con pochi spiragli
sei tu.

Piaceri mozzati
siamo noi.

Frenate brusche, impennate bastarde
su un asfalto maldestro.

Pensieri reflui, stagnanti.

Assieme a te ho buttato nella discarica
del ghetto ai confini delle due metropoli,
ho buttato troppi giorni biodegradabili
in un sacchetto pieno di buchi.

Ma io avevo la consuetudine carezzevole
del bello o del dannato giocoso.

Mi ripiglio le mie luci,
i miei cieli tersi,
la nettezza del comprendere
e lascio le tue rigide contorsioni
nel dolore.

Sono venuta a riportarti le tue manette,
le tue chiavi putride di ruggine.

Aprimi!

My puzzle

Pensavo che il mio puzzle potesse avere un senso compiuto,
ma ora l’incertezza mi consuma e deteriora la mia lucidità.
Inespresso, ancora incastrato nei meandri del cuore e dell’anima,
oppure ancora troppo sapientemente celato.
E’ un dialogo di retroversie, di inganni e di sorprese dolorose,
quello dell’anima che gioca nei momenti più imprevedibili a pescare
dall’inconscio i nostri veri pensieri, quelli che cerchiamo invano
di soffocare, ma che poi, all’improvviso, si ribellano e da vittime
diventano persecutori e ,allora, sono loro a soffocarti.
Frammenti inframezzati da momenti di serena unità: li ho visti!
Mi sono guardata e specchiata in uno specchio scheggiato a cui mancano
dei pezzi introvabili o inconfessabili.
Ho visto una grande matrioska, con un sfondo nero ravvivato da macchie
gialle, rosse e arancio.
Mi sono aperta, per trovare all’interno di ogni pezzo una miriade di altri
cocci dai contorni irregolari e pungenti, ma ancora non ho trovato
la forza e il calore del fulcro.
Non so quanto tempo passerà ancora prima di incontrare veramente me.

Riva or deriva?

Le onde del mare cangiante coprono

il lido immerso nella magia dell’alba presta.

Si ritirano e scappano

risucchiate dalle forze naturali,

così come le mie paure e le mie speranze

mi lasciano e ritornano manipolate

dalla forza maggiore delle vicende di vita.

Tanti mari, tante vite mi hanno attraversata

nella lunga ricerca di me stessa.

Time

Chi sei tu per trapassare le mie membra,

per rubarmi la vita minuto dopo minuto,

giorno dopo giorno, anno dopo anno

e trasfigurare la realtà mentre butto

orologi, calendari e sogni?

Io voglio che i miei pensieri, le mie emozioni

e i miei sentimenti prendano rifugio

in una dimensione dove andrò a riacciuffarli

quando avrai lasciato troppi segni

e troppa polvere sul mio corpo.

E così per mille esistenze e infiniti anni,

finchè non deciderò di trasformarmi

in vento o in qualsiasi altra particella dell’universo,

padrona di me stessa, padrona di te.

Winter solstice

Non possiamo salvarci fino in fondo xchè
Perché la nostra unica salvezza è la follia
Il tao che portavamo sulle ns spalle
È entrato nelle nostre viscere
Ha partorito la nostra carne e le nostre ossa
Si espande in ogni chakra e in ogni corpo sottile
Fa la nostra natura imperfetta ma completa
Non abbiamo bisogno di altre ancore,
Leghiamoci con nodi indissolubili
A questa verità.
Nascita – morte
Staticità – trasformazione
Inverno di letargo, inverno di parto illuminato