Pensavo che il mio puzzle potesse avere un senso compiuto,
ma ora l’incertezza mi consuma e deteriora la mia lucidità.
Inespresso, ancora incastrato nei meandri del cuore e dell’anima,
oppure ancora troppo sapientemente celato.
E’ un dialogo di retroversie, di inganni e di sorprese dolorose,
quello dell’anima che gioca nei momenti più imprevedibili a pescare
dall’inconscio i nostri veri pensieri, quelli che cerchiamo invano
di soffocare, ma che poi, all’improvviso, si ribellano e da vittime
diventano persecutori e ,allora, sono loro a soffocarti.
Frammenti inframezzati da momenti di serena unità: li ho visti!
Mi sono guardata e specchiata in uno specchio scheggiato a cui mancano
dei pezzi introvabili o inconfessabili.
Ho visto una grande matrioska, con un sfondo nero ravvivato da macchie
gialle, rosse e arancio.
Mi sono aperta, per trovare all’interno di ogni pezzo una miriade di altri
cocci dai contorni irregolari e pungenti, ma ancora non ho trovato
la forza e il calore del fulcro.
Non so quanto tempo passerà ancora prima di incontrare veramente me.
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The lifecycle
Trasognata.
Mille volte sposa, mille volte vedova,
Vestita di pizzo bianco e pizzo nero,
Sfilano mille abiti.
Allestisco palcoscenici,
Interpreto mille donne,
Tutte profondamente mie.
Sale parto e campi santi,
Danze di bolle nell’etere,
Scoppi di pianti inconsulti.
Veli e farfalle di tulle,
Preghiere sulle urne funerarie.
Gettate fiori su di me,
E polvere di foglie,
E briciole di madre terra,
Nella frugalità della morte.
