My puzzle

Pensavo che il mio puzzle potesse avere un senso compiuto,
ma ora l’incertezza mi consuma e deteriora la mia lucidità.
Inespresso, ancora incastrato nei meandri del cuore e dell’anima,
oppure ancora troppo sapientemente celato.
E’ un dialogo di retroversie, di inganni e di sorprese dolorose,
quello dell’anima che gioca nei momenti più imprevedibili a pescare
dall’inconscio i nostri veri pensieri, quelli che cerchiamo invano
di soffocare, ma che poi, all’improvviso, si ribellano e da vittime
diventano persecutori e ,allora, sono loro a soffocarti.
Frammenti inframezzati da momenti di serena unità: li ho visti!
Mi sono guardata e specchiata in uno specchio scheggiato a cui mancano
dei pezzi introvabili o inconfessabili.
Ho visto una grande matrioska, con un sfondo nero ravvivato da macchie
gialle, rosse e arancio.
Mi sono aperta, per trovare all’interno di ogni pezzo una miriade di altri
cocci dai contorni irregolari e pungenti, ma ancora non ho trovato
la forza e il calore del fulcro.
Non so quanto tempo passerà ancora prima di incontrare veramente me.

Distance

Da me non avrai discorsi retorici:
Li ho sperimentati e esauriti tutti
Nella prima parte della mia vita
E ormai ho perduto con non poca soddisfazione
Ogni rimasuglio di aspettativa
Per scoprire l’immensa bellezza del disincanto
Ho perpetrato riti di magia rossa e magia nera,
Persa nell’arcobaleno,
Avida di giochi nel bianco e nel nero,
Accettando la commistione umana tra il bene e il male.

Mi sono liberata dalla forzata veglia della vita,
Per poi liberarmi dal sonno della morte,
Ricordandomi una volta per tutte
Del mio unico legame,
Della mia unica fortissima forza,
L’attaccamento alla vita.
Da me non avrai che questo

Words

​Parole

Parole spente, sommesse, perché non vogliono fare rumore, ma addentrarsi tra le pieghe della pelle,

indelebili. 

Non capibili, non vogliono avere la densità dei pensieri, prediligono arrivare di soppiatto.

Te le ritrovi nell’unico posto dove devono stare, come un tatuaggio che non sapevi di volere.

Sollievo, the black cat

Una collana di fardelli è appesa al mio collo.
Grava su di me.
Non per nulla mi riconosco groviglio di nodi irrisolti.
La banalità mi fa un baffo, la follia gli sberleffi.
La prima mi ha proprio misconosciuta, la seconda mi fa spesso visita.
Quando arriva tocca bere lacrime amare e subire digiuni, tocca cadere.
Chiamo Sollievo, il mio gatto nero, gioca con il mio groviglio-gomitolo, lo sbobina e mi sfila la collana.
Con passo felpato mi cammina intorno formando un cerchio, accende fuochi attorno, perché la pazzia li teme.

Time

Chi sei tu per trapassare le mie membra,

per rubarmi la vita minuto dopo minuto,

giorno dopo giorno, anno dopo anno

e trasfigurare la realtà mentre butto

orologi, calendari e sogni?

Io voglio che i miei pensieri, le mie emozioni

e i miei sentimenti prendano rifugio

in una dimensione dove andrò a riacciuffarli

quando avrai lasciato troppi segni

e troppa polvere sul mio corpo.

E così per mille esistenze e infiniti anni,

finchè non deciderò di trasformarmi

in vento o in qualsiasi altra particella dell’universo,

padrona di me stessa, padrona di te.

The lifecycle

Trasognata.

Mille volte sposa, mille volte vedova,

Vestita di pizzo bianco e pizzo nero,

Sfilano mille abiti.

Allestisco palcoscenici,

Interpreto mille donne,

Tutte profondamente mie.

Sale parto e campi santi,

Danze di bolle nell’etere,

Scoppi di pianti inconsulti.

Veli e farfalle di tulle,

Preghiere sulle urne funerarie.

Gettate fiori su di me,

E polvere di foglie,

E briciole di madre terra,

Nella frugalità della morte.

THE HUG

abbraccio-500x337

Il vento  porta
il tuo sospiro leggero
sul mio collo,
così caldo sul mio cuore.
Le tue parole corrono
cullate da questa brezza,
solleticano le mie orecchie.
Le foglie sono mosse
da un tremolio così delicato,
accarezzate con fremente passione.
E le tue dita sfiorano…..
le tue parole penetrano.
Gli steli dei miei fiori
danzano alla musica
dei nostri pensieri
che si incrociano,
trovando un punto di fusione,
allungando un abbraccio
alla natura.