Il cielo piscia assurde e impregnanti
gocce di angoscia.
Le vorrei assaggiare per capire
la loro natura, ma non mi è dato farlo,
rapita come sono dal terrore
Tag: poesia
The Arabian nights
Mille e una notte:
Ti ho tradito + volte.
Mi chiedi ogni luna una storia diversa
Per nn infilzarmi della tua spada
Ma io voglio che tu lo faccia
O almeno che lotti con la mia identità di samurai.
Ti tradirò ancora, che tu lo voglia o no
Xchè devo essere fedele a me stessa
Ai miei desideri e mi capita di volere
Tiranni come te e mi capita di volere giovani intatti.
Mille e una notte:
Ti ho tradito + volte.
Feline thoughts
Gatti neri dal pelo lucido
mi danzano intorno.
Rido della superstizione
E me ne faccio attraversare il cammino.
Li voglio fortemente e mentre
li accarezzo si scostano
e assumono le sembianze di pantere
Sto bene con i miei pensieri felini.
Me and the enigma

Strade sterrate e sentieri tortuosi per arrivare.
Piedi stanchi da trascinare,
calli profondi da estirpare.
Come edere usurpatrici dell’attimo,
pensieri nel bugigattolo.
Giorni grigi e biascicati
mi consumano il futuro
con clessidre dal volto rugoso e duro.
Orologi stirati di Dalì,
nere nubi come fumetti dei miei pensieri
e non solo il venerdì.
De Chirico nei miei incubi su della vita il non senso.
Non trovano fusione nella fissità dell’immenso
gli orologi con lancette in bilico tra passato e futuro.
E le vedete le parole scritte in cielo voi
o accettate l’enigma denso e scuro?
Stiracchiate gli occhi e
strabuzzate le orecchie
per captare l’incaptabile?
Io l’ho fatto per tutta la vita mia,
per questo, forse, ora vorrei l’eutanasia.
Dissimilar, but simultaneous paths
La strada come il teatro.
I piedi che abbozzano passi in vite altrui.
Occhi che scrutano attraverso le maschere.
Durante i passi di danza
si inseguono carezze fugaci
e si regalano sguardi intrisi di empatia,
ricevendo schiaffi che dilagano
in ferite interne.
Cammini che si incrociano e si assaggiano,
ma appartengono a mondi distanti.
Unequal Struggle
Distance
Da me non avrai discorsi retorici:
Li ho sperimentati e esauriti tutti
Nella prima parte della mia vita
E ormai ho perduto con non poca soddisfazione
Ogni rimasuglio di aspettativa
Per scoprire l’immensa bellezza del disincanto
Ho perpetrato riti di magia rossa e magia nera,
Persa nell’arcobaleno,
Avida di giochi nel bianco e nel nero,
Accettando la commistione umana tra il bene e il male.
Mi sono liberata dalla forzata veglia della vita,
Per poi liberarmi dal sonno della morte,
Ricordandomi una volta per tutte
Del mio unico legame,
Della mia unica fortissima forza,
L’attaccamento alla vita.
Da me non avrai che questo
Words
Parole
Parole spente, sommesse, perché non vogliono fare rumore, ma addentrarsi tra le pieghe della pelle,
indelebili.
Non capibili, non vogliono avere la densità dei pensieri, prediligono arrivare di soppiatto.
Te le ritrovi nell’unico posto dove devono stare, come un tatuaggio che non sapevi di volere.
Sollievo, the black cat
Una collana di fardelli è appesa al mio collo.
Grava su di me.
Non per nulla mi riconosco groviglio di nodi irrisolti.
La banalità mi fa un baffo, la follia gli sberleffi.
La prima mi ha proprio misconosciuta, la seconda mi fa spesso visita.
Quando arriva tocca bere lacrime amare e subire digiuni, tocca cadere.
Chiamo Sollievo, il mio gatto nero, gioca con il mio groviglio-gomitolo, lo sbobina e mi sfila la collana.
Con passo felpato mi cammina intorno formando un cerchio, accende fuochi attorno, perché la pazzia li teme.
Riva or deriva?
Le onde del mare cangiante coprono
il lido immerso nella magia dell’alba presta.
Si ritirano e scappano
risucchiate dalle forze naturali,
così come le mie paure e le mie speranze
mi lasciano e ritornano manipolate
dalla forza maggiore delle vicende di vita.
Tanti mari, tante vite mi hanno attraversata
nella lunga ricerca di me stessa.


