The Arabian nights

Mille e una notte:

Ti ho tradito + volte.

Mi chiedi ogni luna una storia diversa

Per nn infilzarmi della tua spada

Ma io voglio che tu lo faccia

O almeno che lotti con la mia identità di samurai.

Ti tradirò ancora, che tu lo voglia o no

Xchè devo essere fedele a me stessa

Ai miei desideri e mi capita di volere

Tiranni come te e mi capita di volere giovani intatti.

Mille e una notte:

Ti ho tradito  + volte.

 

Me and the enigma


Strade sterrate e sentieri tortuosi per arrivare.

Piedi stanchi da trascinare,

calli profondi da estirpare.

Come edere usurpatrici dell’attimo,

pensieri nel bugigattolo.

Giorni grigi e biascicati

mi consumano il futuro

con clessidre dal volto rugoso e duro.

Orologi stirati di Dalì,

nere nubi come fumetti dei miei pensieri

e non solo il venerdì.

De Chirico nei miei incubi su della vita il non senso.

Non trovano fusione nella fissità dell’immenso

gli orologi con lancette in bilico tra passato e futuro.

E le vedete le parole scritte in cielo voi

o accettate l’enigma denso e scuro?

Stiracchiate gli occhi e

strabuzzate le orecchie

per captare l’incaptabile?

Io l’ho fatto per tutta la vita mia,

per questo, forse, ora vorrei l’eutanasia.

Distance

Da me non avrai discorsi retorici:
Li ho sperimentati e esauriti tutti
Nella prima parte della mia vita
E ormai ho perduto con non poca soddisfazione
Ogni rimasuglio di aspettativa
Per scoprire l’immensa bellezza del disincanto
Ho perpetrato riti di magia rossa e magia nera,
Persa nell’arcobaleno,
Avida di giochi nel bianco e nel nero,
Accettando la commistione umana tra il bene e il male.

Mi sono liberata dalla forzata veglia della vita,
Per poi liberarmi dal sonno della morte,
Ricordandomi una volta per tutte
Del mio unico legame,
Della mia unica fortissima forza,
L’attaccamento alla vita.
Da me non avrai che questo

Words

​Parole

Parole spente, sommesse, perché non vogliono fare rumore, ma addentrarsi tra le pieghe della pelle,

indelebili. 

Non capibili, non vogliono avere la densità dei pensieri, prediligono arrivare di soppiatto.

Te le ritrovi nell’unico posto dove devono stare, come un tatuaggio che non sapevi di volere.

Sollievo, the black cat

Una collana di fardelli è appesa al mio collo.
Grava su di me.
Non per nulla mi riconosco groviglio di nodi irrisolti.
La banalità mi fa un baffo, la follia gli sberleffi.
La prima mi ha proprio misconosciuta, la seconda mi fa spesso visita.
Quando arriva tocca bere lacrime amare e subire digiuni, tocca cadere.
Chiamo Sollievo, il mio gatto nero, gioca con il mio groviglio-gomitolo, lo sbobina e mi sfila la collana.
Con passo felpato mi cammina intorno formando un cerchio, accende fuochi attorno, perché la pazzia li teme.

Riva or deriva?

Le onde del mare cangiante coprono

il lido immerso nella magia dell’alba presta.

Si ritirano e scappano

risucchiate dalle forze naturali,

così come le mie paure e le mie speranze

mi lasciano e ritornano manipolate

dalla forza maggiore delle vicende di vita.

Tanti mari, tante vite mi hanno attraversata

nella lunga ricerca di me stessa.